Il cammino della libertà

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La Parola di Dio come un bisturi affilatissimo penetra fin nell’intimo del nostro cuore per operare in noi una separazione tra ciò che appartiene all’uomo vecchio e ciò che lo Spirito ha seminato in noi per far nascere l’uomo nuovo. E di fronte a questa evidenza, che pian piano viene alla luce, si pone per noi la grande sfida della libertà.

In questa domenica la Parola di Dio ci raggiunge come un faro potente che viene a far luce nelle pieghe della nostra vita, a smascherare le immagini illusorie di una fede apparente che non ha consistenza e si trincera nell’invidia del bene operato dagli altri e nel settarismo: “Abbiamo visto uno che scacciava demòni nel tuo nome e volevamo impedirglielo, perché non ci seguiva, riducendo la Chiesa di Dio alla nostra piccola misura fatta di confini e di attestati di appartenenza, come fosse un’associazione o un circolo.

Gesù risponde allargando lo sguardo ristretto dei discepoli: l’appartenenza a Lui si misura sulla fede nel suo nome, sul bene fatto nel suo nome.

Per questo l’ammonimento che segue, così duro perchè così radicale, della stessa radicalità dell’amore, è diretto a porre l’attenzione non tanto nel confronto con gli altri, ma nell’intrapprendere un cammino di liberazione da tutto ciò che impedisce (diventa per noi occasione di scandalo, di inciampo) la sequela e la conformazione a Cristo Gesù: giorno dopo giorno eliminare tutto ciò che in noi impedisce che il Regno si dilati e cresca sempre più l’uomo nuovo, disponibile all’opera dello Spirito.

La mano, il piede, l’occhio indicano tutta la nostra persona che vive nel mondo, nel suo operare (mano), nel suo andare (piede), nella sua lettura della realtà e nel suo lasciarsi riempire da essa (occhio). Qual’è lo scopo ultimo del mio agire, del mio andare? Da cosa mi lascio riempire attraverso mio sguardo e come guardo la realtà? Gesù oggi ti dice: lì lasciati ferire dalla Parola di Dio come da un bisturi, perchè è lei che opera l’intervento chirurgico affinchè tu non muoia a causa dell’infermità causata dal peccato, ma possa tornare a vivere nella libertà dei figli di Dio.

Beato quel servo (Mt 24,46) il quale non si inorgoglisce per il bene che il Signore dice e opera per mezzo di lui, più che per il bene che dice e opera per mezzo di un altro. Pecca l’uomo che vuol ricevere dal suo prossimo più di quanto non vuole dare di sé al Signore Dio (san Francesco, Ammonizione XVII)

Signore,
allarga i confini del nostro cuore,
donaci uno sguardo libero
dalla gelosia e dall’invidia.
Fa’ che ci rallegriamo e gioiamo
dei segni della venuta del Regno
lì dove non ci aspetteremmo nulla,
fuori dai recinti dei nostri pregiudizi.
Donaci di lasciarci scolpire
e plasmare dallo Spirito Santo
nella nostra sequela
e di assumere da te
la larghezza
del tuo stesso sguardo.

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