“Tu sei santo, Signore!”

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Solennità di Tutti i Santi 2020

“Tu sei santo, Signore!”

Così esclama Francesco d’Assisi nelle “Lodi di Dio altissimo”. Santo, fonte di ogni santità, è Dio, Lui il bene e la pienezza di ogni bene. E i Santi che celebriamo – quelli canonizzati, come tante persone sante che abbiamo conosciuto – riflettono qualcosa di questa santità stessa di Dio.

I Santi hanno vissuto da figli di questo Dio che è Padre, e ne portano i tratti, resi conformi al Figlio Gesù, dal quale hanno imparato la figliolanza. Negli infiniti modi in cui la loro santità si è espressa, essi sono stati testimoni di Dio per i loro contemporanei e continuano a esserlo per noi.

Dietro a loro, anche noi siamo chiamati alla santità, a camminare giorno per giorno verso Dio e a guardare a Lui, seguendo Gesù che per noi si è fatto via (Gv 14,6). In questo pellegrinaggio terreno i Santi ci accompagnano e intercedono per noi, e costellano come tante luci il nostro cammino.

 

Variano le circostanze in cui i Santi si sono santificati, ma non cambia la vocazione cristiana alla santità. L’essere cristiani infatti – l’essere di Cristo, radicati e innestati in Lui con il battesimo – è un fatto che coinvolge tutta la persona, rimane come impronta, non passa. Certamente il battesimo, che è abbraccio totale di Dio, può rimanere improduttivo senza il “sì” quotidiano della persona; il seme dell’amore di Dio allora non cresce, non porta frutto e non sparge seme a sua volta. Ma anche se la nostra risposta è minima, o (ancora) non c’è, noi rimaniamo figli di Dio, chiamati alla sua amicizia e alla pienezza, in Lui. La santità bella dei Santi, nostri amici, ci attira e suscita in noi il desiderio di iniziare anche noi a vivere nella comunione con Dio in ogni istante.

 

Il Santo ci indica in molti modi uno stile dell’essere cristiani, che può rendere grande e bella la nostra vita e farla fiorire in pienezza. Questi “molti modi” sono accomunati da due aspetti di fondo, che ritroviamo in ogni esperienza di santità:

1) Il Santo ci insegna l’importanza della preghiera, del rapporto costante con Gesù. Dio ci ha creati tutti unici e irripetibili, e Gesù ci ha insegnato che questo Dio, nostro creatore, è veramente nostro Padre, e così lo possiamo chiamare insieme a Lui Figlio. Nella santissima umanità di Gesù lo possiamo vedere e conoscere, e seguendo i suoi passi di Gesù possiamo arrivare al Cielo, nella Casa del nostro Padre.

2) Questo rapporto intimo e continuo con il Signore, approfondendosi, trabocca e si traduce in gesti: i Santi infatti, come Pietro apostolo e gli altri discepoli, “non possono tacere quello che hanno visto e ascoltato” (cf. At 4,20).

In sintesi, il Santo vive alla presenza del Signore, e contemporaneamente è “in uscita”, attento al mondo e a coloro che in Dio gli sono fratelli e sorelle.

 

Chiediamo ai Santi di aiutarci a diventare veri cristiani in un rapporto costante con il Signore e attenti ai bisogni dei fratelli, perché la Chiesa – comunione dei Santi di tutti i tempi – sia riflesso sempre più limpido del Volto di Dio.  

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