Tu vieni nelle periferie della mia vita

sunrise-676455_1280

Questa III settimana del tempo ordinario ci introduce solennemente alla lettura cursiva del Vangelo di Matteo, lettura che comincia dal cap. 4, dopo il racconto delle tentazioni di Gesù nel deserto.

Gesù inizia il suo ministero pubblico. Il passaggio dal brano delle tentazioni a quello dell’inizio della predicazione di Gesù è sancito dall’arresto del Battista. In realtà il verbo greco significa “consegnato” παραδίδωμι paradidomi verbo della passione, della consegna di Gesù. Verbo caro alla Chiesa, che da esso deriva la tradizione, cioè la consegna viva della fede. Il Battista esce di scena, precursore nella nascita, precursore nella persecuzione, precursore nella morte. A questa notizia, però, Gesù risponde ritirandosi, altro verbo importante: ἀναχωρέω  anacoreo (da cui anacoreta), si ritira, va via dal luogo dove si trova verso un altro luogo, lontano: la Galilea. È un ritirarsi che sa di un dolore che ha bisogno di essere accolto nel silenzio e nella solitudine, solo in compagnia e sotto lo sguardo amoroso del Padre, ma sa anche di un inizio, un cambiamento, qualcosa che di atteso che ora si manifesta, a Nazareth, dove è vissuto, nel deserto di Giuda, dove ha lottato contro il maligno, a Cafarnao, al nord della Terra Santa. La Galilea è una terra di periferia, una terra ai margini non solo geograficamente. La popolazione è mista, la sua storia ha fatto sì che diversi popoli vi fossero trapiantati e l’antico regno di Israele si mischiasse con altre culture e altri dei. Ed è proprio da qui, dalla periferia, che Gesù inizia. Una periferia non solo geografica, ma esistenziale – come direbbe Papa Francesco – che, allora come oggi, incontra tutti noi. Sì, ci viene a chiamare sulle sponde del nostro quotidiano, lì nelle periferie della nostra vita, nelle nostre terre desolate e bisognose di luce, una luce diversa dalle altre, che illumini davvero di una speranza che, altrove, non si trova (I lettura, Is 8,23-9,3). Eppure il cuore continua ad attenderla e cercarla. Nelle periferie del nostro cuore, dove neanche le persone più care e vicine sono ancora giunte, e forse neanche noi stessi, in quelle regioni che non vorremmo avere ma che, invece, non solo ci sono, ma sono anche estese… Nella nostra Galilea.

Il Signore parte da lì, e sempre riparte da lì: dopo la sua resurrezione, la Galilea sarà il luogo dell’appuntamento con i suoi discepoli (Mt 28,7), che da lì partiranno per annunciare il Vangelo e dare la vita per il loro Signore e Maestro. Ed è così che anche le nostre periferie diventano luogo teologico, manifestazione del Signore, dove fare esperienza della sua misericordia che salva, illumina, ci rimette in cammino, ci chiama alla conversione, a diventare suoi discepoli. Nelle parole con cui Gesù inizia la sua predicazione si avverte un’urgenza: il Regno è vicino, è alle porte, si è avvicinato. Il Regno è Lui, la sua persona, e accogliere il Regno significa accogliere Lui, la sua parola. Significa lasciare tutto per seguirlo, subito, senza indugio. Gesù passa, chiama, e la sua chiamata attende una risposta immediata. I primi quattro discepoli accolgono la parola di una promessa che, al momento, non possono comprendere. Il significato di essere pescatori di uomini lo scopriranno soltanto stando con Lui, condividendo tutto con lui, fino alla sua passione, morte e resurrezione.

La Parola di questa domenica attende anche da noi la stessa accoglienza: lasciamo che il Signore venga a visitarci nelle nostre periferie, nelle nostre “terre di confine”, forse anche inospitali, che hanno bisogno di essere bonificate, guarite, sanate… Accogliamolo nella nostra vita, e apriamoci alla sua parola, alla chiamata alla conversione e alla missione che ci vuole affidare, lì dove ciascuno di noi è chiamato a vivere.

Questa III domenica è anche la prima Domenica della Parola istituita da Papa Francesco il 30 settembre 2019 con la Lettera Apostolica “Aperuit illis”. Un’iniziativa importante, per aiutarci a rimettere al centro della nostra fede la Parola di Dio, ad ascoltarla, leggerla, approfondirla. Potremmo accogliere la grazia di questa domenica, dando spazio alla lettura prolungata e orante del Vangelo di Matteo, in famiglia, con gli amici, anche da soli, nella luce dello Spirito Santo.

1+