Nell’attesa della tua venuta…

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Mi fermo e guardo: ecco, sono tutto una domanda.

Corro, lavoro, riempio le mie giornate, cerco di essere gentile, di volere bene, di farmi voler bene… Quello che devo fare, lo faccio. Quello che devo fare, cerco di farlo bene. Credo di saper vivere, non mi faccio molti problemi, non mi perdo in sciocchezze.

Cerco di essere giusta, attenta, rispettosa…
Eppure, se mi fermo, ecco, il mio cuore è tutto una domanda.
È tutto un’attesa.

Se mi guardo dentro e ascolto, ecco, nel profondo il mio cuore geme, a volte quasi grida…
Grida, come il cieco di Gerico – è forse cieco anche il mio cuore? -, e più tento di azzittirlo con la “virtù” e la “buona educazione”, più grida. Proprio come il cieco di fronte ai rimproveri della “gente perbene”. Più lo riempio di mille cose buone e utili e anche sante, più geme…Non sente ragioni. La realtà è che il mio cuore si comporta proprio come quel cieco: Ma quegli gridava più forte: Gesù, Figlio di Davide, abbi pietà di me!

Sono stanca di lottare, stanca di “apparire”, di fare…

Ma forse oggi è l’occasione propizia per dare retta al mio cuore, per ascoltare questa voce interiore finora soffocata dalla mia “bontà” e “giustizia”… Forse è il momento di alzare lo sguardo, di scorgere la stella, e di correre anch’io, con i piccoli e i poveri di Betlemme…
Sì, voglio ascoltare il mio cuore e volgere questo grido a Colui che tutti attendiamo. Sì, Signore, abbi misericordia, e vieni! Che io veda, Signore! Che ciascuno di noi veda!
Vieni, e nasci oggi nella mia notte. Nasci in ogni notte umana! Nel silenzio della notte più fonda, nel segreto della debolezza e dell’umiltà, vieni, Signore, tu Salvatore!

Vedi che il nostro cuore ti attende (tende a) e invoca la tua venuta, il tuo avvento (ad-ventus = venire a)! Ogni istante, ogni gesto, ogni evento ha in sé, nascosta, misteriosa ma insistente, questa invocazione, questo dialogo segreto tra te e lo Spirito che geme nel nostro cuore.
La Chiesa, nostra Madre, a ogni celebrazione eucaristica, dopo averci messo sulle labbra la professione della nostra fede, ci fa dire la verità che portiamo dentro: …nell’attesa della tua venuta! Tutto, in realtà, è attesa della tua venuta, perché solo tu sai saziare la nostra fame di pienezza, di vita, di amore.

Signore Gesù, ci fermiamo oggi davanti a Te: tu non vieni nella potenza, non nel frastuono, ma nella debolezza e nell’amore, nel silenzio delle piccole umili cose di ogni giorno. Risveglia in noi l’attesa di te, e aiutaci oggi ad aprirti la porta, perché tu possa entrare, nostro Salvatore!
Insieme a tutti i nostri fratelli e alle nostre sorelle, che ne siano consapevoli o meno, noi gridiamo questa nostra comune attesa: Vieni, Signore Gesù!

Icona dipinta da una sorella del nostro Monastero

E sia Natale per tutti, quella grande gioia che nella notte di Betlemme gli angeli annunciarono ai pastori. Perché la luce è venuta nelle tenebre, e il nostro cammino non è più senza meta. Siamo il tuo popolo, Signore, e tu il nostro Dio! Signore, in Te, in Te soltanto noi siamo.

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