Lettera di Natale

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S. Natale 2018

C’è un episodio nella vita di Francesco che rimane sempre attuale e vive nel cuore di ciascuno di noi, ed è la scena del presepe di Greccio. Le fonti ci raccontano come quell’uomo piccolino voleva a tutti i costi vedere con gli occhi della carne la nascita di Gesù, toccare con mano il bambino Gesù. Gli occhi, la vista, il tatto, il gusto e tutti i sensi naturali che ci permettono di percepire la realtà esterna e di comunicare con essa, in Francesco erano ormai diventati sensi spirituali, capaci di percepire la Presenza di Dio nascosta nelle pieghe della vita e della storia. Tutto per lui era diventato Parola di Dio, seme del Verbo incarnato col quale tessere il suo dialogo divino.

Cari amici,
facciamo nostro il desiderio di Francesco di vedere con gli occhi della carne la nascita di Gesù nella nostra povertà, perché anche oggi nasce tra le nostre mani, nasce davanti ai nostri occhi, nasce nel nostro cuore. Per grazia e solo per grazia.
È questa l’esperienza che abbiamo fatto durante il Capitolo elettivo celebrato all’inizio del mese di marzo, dove nella continuità di un cammino di comunione fraterna, si è inserito il soffio dello Spirito e la chiamata ad uscire da noi stesse per camminare al passo col vasto orizzonte delle esigenze di Dio, per il bene della Chiesa e dell’umanità intera. Grazie anche al Visitatore delegato dal Ministro provinciale, p. Danilo Tremolada ofm,la dinamica del discernimento e della “sinodalità” hanno segnato la bellezza di questi giorni di intenso lavoro. Possiamo proprio dire che Gesù è nato, e lo stupore di Francesco davanti a un Dio che si rende presenza viva invade anche il nostro cuore per la preziosità di questa rinnovata chiamata. Ringraziamo madre Ch. Raffaella Sara per aver guidato la comunità in questi 12 anni ela neo-eletta madre abbadessa M. Renata Gainelli per aver accolto l’incarico affidatole. Insieme ci avviamo su questo sentiero di Vita con i primi passi del rinnovo degli uffici, il nuovo orario, un’apertura sempre più concreta e un’accoglienza più significativa verso la vita e le vite che ci circondano.  

Le Fonti narrano che“sulla mangiatoia viene celebrato il santo sacrificio”.
I sensi spirituali conferivano a Francesco la capacità di cogliere il valore dell’abbassamento di Dio; e quello che per noi è un mucchietto di paglia per lui diventa un altare, dove l’associazione tra il mistero dell’Eucaristia e quello dell’Incarnazione diventa immediata.

Su un luogo così piccolo come è la chiesetta del nostro monastero, “si adagia” una grande grazia che la Chiesa madre ci ha concesso per l’anno dell’VIII Centenario di fondazione del nostro monastero: quella dell’Indulgenza plenaria.  Il Centenario, aperto con la veglia del 28 luglio presieduta da p. Enrico Voltolini ofm, Guardiano della fraternità di Monteripido, ci ha introdotte in un clima di memoria grata, che caratterizza tutti gli eventi di questa ricorrenza, come il concerto del coro “Armoniosoincanto”diretto dal nostro maestro di canto Franco Radicchia, la celebrazione di una veglia di preghiera ogni 11 del mese, che coinvolge ogni volta una realtà ecclesiale diversa, l’apertura del sito www.santerminioclar.it col quale vogliamo raggiungere le persone e condividere il bene prezioso della spiritualità, della preghiera e della testimonianza della vita contemplativa. E diverse altre iniziative che sono in programma e che troverete sul sito.

Numerosi sono stati i momenti che ci hanno visto collaborare anche con il mondo francescano: incontri con la Gifra,con l’Ordine francescano secolare, con i frati in formazione. Tra i più importanti non possiamo dimenticare la “piccola marcia” che quest’anno, per la prima volta, ha voluto arricchire la 38° edizione della Marcia Francescana con la preziosa presenza di una quindicina di ragazzi che portano una disabilità. L’iniziativa partita da fr. Paolo Bergamaschi ofm, ha richiesto l’appoggio al nostro monastero che è stato onorato di essere scelto come luogo di partenza e luogo di riferimento nella preghiera. Vedere questi ragazzi ricevere il tau e avviarsi al luogo della misericordia è stato davvero contemplare Gesù che si incarna nella povertà di Betlemme.
Particolarmente significativo è stato anche il 25° di Professione religiosa della nostra madre M. Renata, celebrato proprio all’interno dell’anno Centenario, dove nella celebrazione eucaristica – partecipata da molti –
è riecheggiata la gioia e la bellezza di essere Chiesa.

L’episodio di Greccio prosegue narrandoci di un Francesco che non solo congli occhi,
ma anche con la Parola rievoca la nascita di Gesù a Betlemme.
“E ogni volta che diceva ‘Bambino di Betlemme’ o ‘Gesù’,
passava la lingua sullelabbra quasi a gustare tutta la dolcezza di quella parola”.

La dolcezza della misericordia di Dio che scende e avvolge la nostra vita è stata particolarmente sentita nella celebrazione eucaristica presieduta il 19 agosto dal Card. Bassetti, che per concessione del Santo Padre ha impartito la Benedizione Apostolica con annessa l’Indulgenza plenaria. L’evento in sé, la presenza del Card. Bassetti e la viva partecipazione dei fedeli, ci hanno fatto gustare la ricchezza di essere un popolo in cammino verso la stessa meta. Ringraziamo anche Mons. Paolo Giulietti, Vescovo ausiliare della diocesi di Perugia, che dopo la celebrazione dei Vespri nella solennità dell’Assunta, ha condiviso con noi la sua esperienza di Pastore della Chiesa. 

Una Chiesa che nell’arco di questo anno ci ha coinvolte sotto diversi aspetti: nel rivisitare il nostro modo di vivere la vita contemplativa claustrale, attraverso l’istruzione “Cor orans”, il nuovo documento della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata;nel partecipare con la preghiera ai vari eventi ecclesiali, come il Sinodo dei giovani;e nel proporre alcune iniziative volte a condurre i giovani all’incontro con Gesù, attraverso esperienze personali di preghiera accompagnate dalla Parola,oppure da giornate di ritiro spirituale; e infine nell’accogliere il pressante invito di Papa Francesco a pregare per la Chiesa, in questo momento delicato che sta attraversando.

L’episodio di Greccio così si conclude: “a opera della sua grazia che agiva per mezzo del suo santo servo Francesco, il fanciullo Gesù fu risuscitato nei cuori di molti, che l’avevano dimenticato
e fu impresso profondamente nella loro memoria amorosa”.

Come per Francesco, la nostra vita diventa preghiera affinché Gesù sia risuscitato nei cuori e la “memoria amorosa” di Lui rimanga viva e riscaldi il cuore di ciascuno. Per tutti preghiamo ogni giorno, e una volta al mese celebriamo una S. Messa per chi si affida alla nostra preghiera e una per i nostri benefattori.

Francesco non solo gustava ma sapeva anche trasmettere Gesù
e imprimerlo nei cuori di chi gli viveva accanto.

Il dono della presenza di Gesù è sempre un dono di comunione, un dono reciproco. In questo dono nel quale siamo immersi, vogliamo esprimere gioia e gratitudine per chi cammina con noi. Un ricordo grato va al Ministro provinciale p. Claudio Durighetto ofm, ai frati cappellani del convento di Monteripido, ai frati che ci amministrano il sacramento della riconciliazione, a tutti i frati che ci aiutano nella formazione attraverso la predicazione dei Ritiri mensili, degli Esercizi spirituali, nelle celebrazioni liturgiche e attraverso diversi incontri formativi e fraterni, ai sacerdoti della diocesi, e infine a tutti quelli che anche da lontano condividono con noi il cammino e in diverse circostanze si rendono presenti.

Infine “Francesco si veste da levita, perché era diacono e canta con voce sonora il santo Vangelo:
quella voce forte e dolce, limpida e sonora è un invito per tutti a pensare alla suprema ricompensa”.

Gesù nasce anche oggi tra le nostre povere mani e in queste povere mani ci sono anche le vostre per l’aiuto che ci avete offerto promuovendo la bellezza e la significatività della nostra forma di vita,prendendovi cura del luogo in cui abitiamo. Vogliamo ringraziare chi ci ha sostenute con il dono dell’amicizia, in particolare i tanti benefattori che si sono resi strumento della provvidenza del Padre, i volontari, chi ha contribuito al rifacimento dell’impianto idraulico ed elettrico di una parte del monastero e tutte le persone che ci hanno offerto tempo e competenze per le nostre necessità. lavori sono tanti: ringraziamo per quelli svolti e nello spirito di semplicità e provvidenza guardiamo ora alla parte di monastero lesionata, che ospita i locali di falegnameria e del laboratorio iconografico “Beato Angelico” e che necessita di un intervento piuttosto consistente.

Francesco non ha scelto un luogo isolato per far memoria del Natale, ma ha vissuto l’intensità di questo mistero in una celebrazione, condividendo il suo stupore e trasmettendo a tutti la forza di quell’Amore che si fa “Dio con noi”.

Carissimi, le nostre mani che si aprono ad accogliere Gesù si intrecciano con le vostre, e nei nostri occhi che si aprono per contemplarlo c’è anche il vostro sguardo. Gesù si incarna anche in questa comunione profonda che nella semplicità della vita ci lega a voi. Con stupore e gratitudine vi custodiamo nel cuore della nostra intercessione e insieme a Francesco condividiamo la profondità del mistero dell’Incarnazione.

Affidandoci alla vostra amicizia, vi auguriamo di cuore Buon Natale!
sr. Maria Renata e sorelle

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