…siete ricolmi di gioia…

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Perciò siete ricolmi di gioia, anche se ora dovete essere, per un po’ di tempo, afflitti da varie prove”

La liturgia della II Domenica di Pasqua irrompe nelle nostre vite con l’annuncio della grande misericordia di Dio, di un Dio che ci custodisce per la salvezza (1 Pt. ), Egli stesso, nel Suo Figlio Gesù risorto dai morti, è la nostra salvezza, nostro aiuto, nostra forza, un Dio buono il cui amore è per sempre, come ci ripete in modo martellante il salmo responsoriale (sal 117): questa è la nostra gioia e la nostra speranza. Pietro ce lo ricorda più volte “esultate di gioia indicibile e gloriosa, mentre raggiungete la meta della vostra fede, la salvezza delle anime”. Il nostro cammino terreno ha una meta gloriosa, la salvezza delle nostre vite, questa è la nostra fede, e in questo cammino non siamo soli, ma Dio ci accompagna con la presenza del Cristo risorto, e del suo Santo spirito effuso su di noi, anche oggi, soprattutto oggi, “Venne Gesù, stette in mezzo e disse loro «Pace a voi»…detto questo soffiò e disse loro «Ricevete lo Spirito Santo» (Gv 20). La Presenza viva del Risorto è ancora in mezzo a noi, non siamo soli nelle vicissitudini e nelle prove della vita, nei nostri timori, quando per paura chiudiamo le porte alla speranza e ci ripieghiamo su noi stessi. Lui continua a venire in mezzo a noi e a colmarci della sua pace. Solo questa sua presenza che ha vinto ogni nostra morte può ridarci la gioia “E i discepoli gioirono nel vedere il Signore”.

Ma dove oggi possiamo ancora fare esperienza della vita del Risorto? Perché come Tommaso anche noi abbiamo bisogno di vederLo, in qualche modo, di toccarLo, di sentirlo ancora parlare. In mezzo ai suoi discepoli Gesù si manifesta, in quelli nei quali ha effuso il suo Spirito Egli continua ad essere presente e ad operare, nonostante la loro umanità ferita. La Chiesa è luogo della sua Presenza, della vita divina che si manifesta nella comunione, nello stare insieme spezzando il pane e diventando pane spezzato per i fratelli come bene ci descrive la prima lettura tratta dagli atti degli Apostoli (At 2).

Tommaso la prima domenica della storia non era con i discepoli e perciò non ha visto il Risorto, solo tornando 8 giorni dopo nella comunione degli amici di Gesù, riceve il dono della sua presenza. Possiamo anche noi rimanere tenacemente ancorati alla comunità dei credenti, alla Chiesa nostra madre che ci genera costantemente alla fede e ci custodisce in essa in ogni circostanza della vita nella speranza.

In questo tempo così particolare della storia, della nostra storia, la Chiesa – pur nelle difficoltà che deve affrontare, nelle difficili e controverse scelte compiute – sta mostrando il suo volto più vivo e più bello proprio attraverso il desiderio intenso di rivivere le celebrazioni. Sì, desiderio non solo di partecipare ai sacramenti, ma di essere e sentirsi parte di un corpo più grande. Le tante iniziative promosse grazie anche alle opportunità fornite dalla tecnologia, che non posso naturalmente sostituire la partecipazione reale, ma forse neanche se lo propongono, nascono proprio da questo sentirsi Chiesa, popolo, comunità, famiglia. Dentro questa comunione, così come oggi possiamo viverla e sperimentarla, il Risorto si manifesta, il Risorto si rende presente, nell’attesa di essere nuovamente radunati insieme.

Ecco, allora, oggi, anche – come i primi discepoli –, possiamo essere radunati insieme dal Risorto, intorno a Lui, perseverare con Lui nella nostra fede!

Clarisse S. Maria di  Monteluce in S. Erminio