Novena dell'Immacolata 2019 (4)

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Testi  dai discorsi e  preghiere di Papa Francesco

2 dicembre

Quando Dio viene ad abitare tra noi, si fa uomo come noi. E questo è stato possibile per mezzo di un grande sì – quello del peccato era il no; questo è il sì, è un grande sì -, quello di Maria al momento dell’Annunciazione. Per questo  Gesù ha incominciato il suo cammino sulle strade dell’umanità; lo ha incominciato in Maria, trascorrendo i primi mesi di vita nel grembo della mamma: non è apparso già adulto e forte, ma ha seguito tutto il percorso di un essere umano. Si è fatto in tutto uguale a noi, eccetto una cosa, quel no, eccetto il peccato. Per questo ha scelto Maria, l’unica creatura senza peccato, immacolata. Nel Vangelo, con una parola sola, lei è detta «piena di grazia» (Lc 1,28), cioè ricolmata di grazia. Vuol dire che in lei, da subito piena di grazia, non c’è spazio per il peccato. E anche noi, quando ci rivolgiamo a lei, riconosciamo questa bellezza: la invochiamo “piena di grazia”, senza ombra di male.

Maria risponde alla proposta di Dio dicendo: «Ecco la serva del Signore» (v. 38). Non dice: “Mah, questa volta farò la volontà di Dio, mi rendo disponibile, poi vedrò…”. No. Il suo è un sì pieno, totale, per tutta la vita, senza condizioni. E come il no delle origini aveva chiuso il passaggio dell’uomo a Dio, così il di Maria ha aperto la strada a Dio fra noi. È il più importante della storia, il umile che rovescia il no superbo delle origini, il fedele che guarisce la disobbedienza, il disponibile che ribalta l’egoismo del peccato.

Anche per ciascuno di noi c’è una storia di salvezza fatta di e di no. A volte, però, siamo esperti nei mezzi sì: siamo bravi a far finta di non capire bene ciò che Dio vorrebbe e la coscienza ci suggerisce. Siamo anche furbi e per non dire un no vero e proprio a Dio diciamo: “Scusami, non posso”, “non oggi, penso domani”; “Domani sarò migliore, domani pregherò, farò del bene, domani”. E questa furbizia ci allontana dal , ci allontana da Dio e ci porta al no, al no del peccato, al no della mediocrità. Il famoso “sì, ma…”; “sì, Signore, ma….”. Così però chiudiamo la porta al bene, e il male approfitta di questi sì mancati. Ognuno di noi ne ha una collezione dentro. Pensiamoci, ne troveremo tanti di mancati. Invece ogni pieno a Dio dà origine a una storia nuova: dire a Dio è veramente “originale”, è origine, non il peccato, che ci fa vecchi dentro. Avete pensato questo, che il peccato ci invecchia dentro? Ci invecchia presto! Ogni a Dio origina storie di salvezza per noi e per gli altri. Come Maria con il proprio .

In questo cammino di Avvento, Dio desidera visitarci e attende il nostro . Pensiamo: io, oggi, quale devo dire a Dio? Pensiamoci, ci farà bene. E troveremo la voce del Signore dentro di Dio, che ci chiede qualcosa, un passo avanti.  “Credo in Te, spero in Te, Ti amo; si compia in me la tua volontà di bene”. Questo è il . Con generosità e fiducia, come Maria, diciamo oggi, ciascuno di noi, questo personale a Dio.

(Papa Francesco, Angelus 8 dicembre 2016)

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