…e sarete figli dell’Altissimo…

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Amate i vostri nemici, fate del bene e prestate senza sperarne nulla, e la vostra ricompensa sarà grande e sarete figli dell’Altissimo…

Leggiamo il Vangelo di questa domenica attraverso le parole di un uomo che l’ha vissuto fino in fondo, amando fino al dono della propria vita.

Meditazione del Beato Charles de Foucauld

Quanto sei buono, mio Dio! … Tenero Padre che vuoi tra tutti i tuoi figli un amore inalterabile, che vuoi che, per conservare questa pace, essi sopportino con dolcezza, pazienza, senza resistenza, gli uni dagli altri, qualsiasi violenza, qualsiasi insulto, la morte stessa, che ciascuno cioè preferisca morire piuttosto che ferire un fratello, che scendere in lotta col fratello… 

Quanto sei buono, mi Dio! Nel tuo amore verso tutti gli uomini, Tu vuoi che essi si comportino tra loro così come un tenerissimo padre vuole che i propri figli si comportino gli uni con gli altri… Tu vuoi veder regnare tra loro quella pace, quella condiscendenza, quella mansuetudine, quello spirito di dolcezza e d’amore grazie al quale se uno si lascia andare a commettere un’ingiustizia, gli altri subito gli si sottomettono, per non turbare la pace e l’unione, pensando che qualunque cosa loro accada, essi vincono sempre quando è la carità che vince… E’ questa la pace inalterabile, l’amore fraterno a tutta prova che Tu vuoi veder regnare tra i tuoi figli…

Se veniamo percossi in una guancia porgiamo anche l’altra, in senso proprio e in senso figurato: se insultati non rendiamo l’insulto; se battuti, non castighiamo l’aggressore, ma porgiamo la guancia facendoci il segno della croce; se feriti, non difendiamoci, ma porgiamo il collo come un agnello, per non scendere in lotta col nostro fratello, ma piuttosto per vincerlo con la nostra mitezza e soprattutto per imitare l’agnello divino il quale lasciò che lo schiaffeggiassero, lo coprissero di sputi, lo caricassero di pugno, l’ingiuriassero, gli bendassero gli occhi, lo frustassero, l’incoronassero con le spine, gli mettessero sulle spalle la croce, lo ferissero e l’uccidessero, senza opporre resistenza…

Sopportiamo dunque tutti gli insulti, le ingiurie, gli scherni, le violenze, gli schiaffi, i colpi, le ferite, le catene, la morte, pregando per coloro che ci odiano…

E ringraziando Iddio, perché si degna di permettere che abbiamo, noi così immeritevoli, questa rassomiglianza con Nostro Signore, offrendo amorosamente in sacrificio a Dio tutto ciò che dobbiamo sopportare. Qui Gesù ci dà molto chiaramente il precetto: non meno chiaramente ci dà anche l’esempio. Seguiamo passo per passo il nostro Beneamato, dietro l’odore dei suoi profumi.

(Charles de Foucauld Opere Spirituali, 179-181)

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